Da Sonair, uno sguardo sulla guerra con Giuseppe Scognamiglio

2 April 2022

Guerra

 

Cos’ha provocato il conflitto tra la Russia e l’Ucraina?

“Riprendendo lo storico greco Tucidide e facendo allusione agli avvenimenti tra Atene e Sparta, Atene nel suo periodo di massima  espansione ha iniziato a stipulare rapporti commerciali con paesi che erano più vicini a Sparta scaturendo una guerra che ha avuto pesanti ripercussioni su entrambe le città…”.

[..] “Un dato di fondo: c’è un solo aggressore che è la Russia e c’è una sola vittima che è l’Ucraina. Tuttavia se rimaniamo su questo dato di fondo semplice non riusciamo a fare delle analisi intelligenti che passano dalla policy che l’accerchiamento è stato un errore a cui hanno contribuito gli americani, che da più di 10 anni non riescono più ad essere quella potenza garante di pace (si pensi all’Afghanistan, all’Iraq), bensì adottano un comportamento schizofrenico dello stop and go. Ci sono stati due errori strategici:

  • L’Europa non deve essere divisa, bisogna andare verso una politica estera e di difesa comune;
  • I leader nazionali come Macron, Draghi, Scholz  si sono recati SOLO a Mosca. Io sarei andato a Washington per limitare le pretese di accerchiamento in un momento delicato, ma forse sarebbe già stato troppo tardi in quanto bisognava muoversi già dalla guerra in Crimea per bloccare il processo

 

Il punto sull’Ucraina

L’Ucraina è considerato il paese aggredito e l’Europa fa bene ad accogliere tutti i rifugiati. Ad esempio, Londra ha ancora il visto per gli ucraini rifugiati “è uno scandalo,  una vergogna”. Ci sono valori diversi tra noi e Londra, in quanto noi stiamo accogliendo più di 1 milione di rifugiati senza chiedere il visto, mentre Londra su 22 mila richieste di visto ne ha concesse 716 fino ad oggi.

Riguardo l’Ucraina, aveva un modo di sopravvivere alla sua indipendenza, ovvero costruire ponti tra l’Europa e la Russia. Purtroppo ha fatto il contrario. La leadership ucraina che si è succeduta al potere negli anni è stata o drammaticamente filo- russa o drammaticamente filo- occidentale e polacca e chiunque si sia trovato al potere in quel momento ha attaccato l’altra parte emarginandola, limitando l’uso della lingua, insomma non ha costruito ponti, ma ha aperto barriere.